Granostalgia

Un adesso è meglio di un per sempre

Per sempre. Non ho mai amato queste due parole messe assieme. Non si può pensare che, in questa vita così fugace e imprevedibile, ci sia qualcosa destinato all’eternità. È quello che provo a spiegare a Elena, che singhiozza disperata al mio fianco. “Pensavo sarebbe durata per sempre” mi dice. Le sorrido, le prendo la mano, l’abbraccio.

Oggi avrei dovuto fare una miriade di cose. Due articoli da consegnare, una Skype call programmata da giorni, un progetto da sistemare. E invece mi ritrovo qui, a lenire il dolore di un’amica che ha interrotto la mia mattinata irrompendo con la sua voce al telefono: “Ho bisogno di te.” Cosa avrei dovuto dirle? “Vieni qui” le ho risposto prontamente, non potevo far altro.

Suona il citofono, ed eccoci davanti alla porta. Strette in un abbraccio, probabilmente il luogo migliore in cui possiamo scegliere di vivere. Il suo compagno l’ha lasciata, senza alcuna spiegazione. Cosa avrebbe potuto dirle d’altronde? Sai, Elena, un per sempre non è davvero per sempre. È per sempre finché dura. Ci sono cose che vanno solo pensate, mai pronunciate ad alta voce. E, anche se non lo ammette, Elena lo sa fin troppo bene. Siamo cresciute insieme, abbiamo imparato a conoscerci, a leggerci nel pensiero. Certa che in questo momento il mio abbraccio e i miei pensieri siano meglio di qualsiasi parola, la stringo più forte. Affinché quell’abbraccio possa essere ricordato nel tempo, affinché possa scaldarla anche quando tornerà a casa. Funziona così con le vere amiche: ci sono sempre, anche quando sono lontane.

Poi, all’improvviso: “Elena, hai fame? Preparo la pasta.”

“Adesso?”

“Sì, adesso.”

E mentre sono già davanti ai fornelli tra me e me penso Un adesso è meglio di un per sempre.

Dopo due minuti di cottura gli spaghetti sono già pronti. Siamo a tavola, con la nostra pasta che sazia lo stomaco e l’umore, che colma lacune. E dopo il primo boccone ci viene in mente quel pranzo a Vieste, tante estati fa. E ci ritroviamo a ridere ricordando le goliardie dell’adolescenza. Elena ride, ride di gusto. Adesso.

Incredibile come il cibo, quello buono, possa fare da collante.

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